Utricularia australis

L’erba vescica delle risaie (Utricularia australis) è una pianta carnivora appartenente alla famiglia delle Lentibulariaceae, con distribuzione cosmopolita.

È una pianta idrofita natante con fusti flottanti lunghi sino a 100–150 cm, privi di un vero e proprio apparato radicale.
Le foglie hanno una lamina suddivisa in segmenti filiformi a margine dentato; alcune di esse sono trasformate in piccole vescicole (o otricoli), di circa 3 mm di diametro, che agiscono sia da minuscole trappole che da galleggianti; .aA differenza di altre specie carnivore la pianta non secerne succhi digestivi, ma assorbe la sostanza organica dopo che le prede (in genere piccoli crostacei) si sono decomposte.
L’infiorescenza è un racemo che raggruppa sino a 10 fiori (più spesso 2-5), di colore giallo con venature arancioni. La corolla è zigomorfa con labbro inferiore piatto-reniforme; sulla parte inferiore è presente un corto sperone, più o meno incurvato verso l’alto. Fiorisce da luglio ad agosto.

Hydrocharis morsus-ranae

Il morso di rana (Hydrocharis morsus-ranae L.1753) è una pianta acquatica della famiglia Hydrocharitaceae.
È una pianta acquatica provvista di radici fluttuanti, che, in caso di scarsità di acqua, possono ancorarsi al substrato. Produce stoloni lunghi fino a 30 cm, che in corrispondenza dei nodi sviluppano rosette foliari che si distendono sulla superficie dell’acqua, composte da foglie cuoriformi, dotate di un picciolo lungo 5–10 cm, larghe sino a 6 cm, con venature parallelinervie, e pagina inferiore ricoperta da uno spesso tessuto spugnoso, che aiuta la pianta nel galleggiamento. Agli apici dei nodi si sviluppano delle gemme svernanti (ibernacoli) che, appesantite dall’amido di riserva accumulato, cadono sul fondo e affondano nel fango, garantendo così la sopravvivenza della pianta nel periodo invernale; in primavera, alleggeriti dall’esaurimento delle scorte di amido, i germogli risalgono in superficie avviando la nuova colonizzazione dello stagno. È una specie dioica, cioè con esemplari che presentano solo fiori femminili o fiori maschili, entrambi con tre petali bianchi e tre sepali verdi, peduncolati; fiorisce da giugno a settembre. Il frutto è una bacca ovale, contenente minuscoli semi piriformi e tubercolati.

La custodia delle idrofite

I volontari dell’associazione collaborano nella custodia in coltivazione di una quindicina di specie di idrofite, alcune delle quali (come Utricularia Australis e Hydrocharis morsus-ranae) non più rinvenute negli ambienti naturali da oltre 20 anni. Nel parco del centro Visite di Castelmartini è stato realizzato anche un idrofitario, con un campionario di queste piante coltivate in mastelli, avente anche un valore didattico.

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